I LUOGHI DELLA CULTURA

LE VICENDE STORICHE

BLERA |  NORCHIA |  TUSCANIA

Blera

Per ragioni difensive Blera fu costruita su uno stretto promontorio tufaceo, alla confluenza dei torrenti Biedano e Rio Canale.

 

Il territorio mostra tracce di insediamenti umani sin dall'età del bronzo finale, cioè dal XII al X secolo a. C., mentre la stessa Blera reca testimonianze dall'epoca villanoviana, cioè dal X al VIII secolo.

 

Nell'epoca arcaica (VI – V secolo) la popolazione di Blera aumentò, per lo sviluppo di un centro urbano al quale facevano capo gli agglomerati agricoli delle campagne circostanti.

 

Il numero delle necropoli e delle sepolture attesta l'importanza assunta da Blera, divenuta il polo urbano di aggregazione dei vicini agglomerati agricoli diffusi sul territorio, la cui presenza lascia pensare che ci sia stato un lungo periodo di pace, durante il quale probabilmente si venne a formare un centro politico-amministrativo capace di progettare per le necropoli un piano regolatore.

 

In tempi successivi, cioè nel IV secolo, la presenza di nuclei fortificati fa pensare che con il declino della potente Caere la pace fosse finita, tuttavia l'influenza di Tarquinia, che si sostituì a quella di Caere, sembra abbia portato una tranquillità che non fu turbata neppure dalla dominazione romana.

 

D'altronde l'Etruria per la sua ricca produzione di cereali era utile alla stessa Roma, quindi sarebbe stato insensato portare la devastazione nelle sue campagne. Quanto ai collegamenti già in epoca arcaica arrivavano a Blera le vie commerciali provenienti da San Giuliano, da Caere, da Veio e da Tarquinia per poi proseguire per Norchia e Tuscania, e in direzione nord verso Orvieto.

 

Nel III secolo fu aperta dai romani la via Clodia, probabilmente pavimentando e rettificando un preesistente tracciato etrusco. Con la caduta dell'impero romano iniziò la decadenza della città.

 

Blera fu tra le prime diocesi ed ebbe propri vescovi dal 47 al 1093. Fu occupata dai longobardi di Liutprando nel 739. Nel 772 fu distrutta una prima volta da Desiderio, re dei longobardi, ed una seconda volta da Federico II di Svevia.

 

Dopo alterne vicende, nel 1516 papa Leone X la diede quale feudo a don Lorenzo di Anguillara. Morto senza eredi il figlio di Lorenzo, fu amministrata direttamente dallo stato pontificio fino al 1870.